La ventilazione è utile per evitare il surriscaldamento del volume mansardato del sottotetto in regime estivo, la coibentazione serve per evitare eccessive fughe di calore dagli ambienti sottostanti in regime invernale. Ma se l’edificio in costruzione non necessita di isolamento termico ne ventilazione (per esempio un magazzino, una autorimessa, un deposito, ecc.) queste tecniche di controllo termoigrometrico dell’ambiente non sono necessarie. È invece sempre indispensabile la presenza della microventilazione.

Scopo principale della ventilazione è quello di smaltire una parte del calore estivo dovuto all’irraggiamento solare che riscalda le tegole portandole, anche a temperature facilmente oltre i sessanta-settanta gradi. Prima che il calore accumulato dal manto di copertura si trasferisca in buona parte alla struttura di supporto del solaio di falda e da qui al volume mansardato riscaldandolo oltre limiti sopportabili, la circolazione di aria nel sottomanto attivata dalla ventilazione diluisce e allontana una parte di questo carico energetico contribuendo al controllo della temperatura interna.

Si tratta di una scelta di progetto in quanto se nel sottotetto non è prevista alcuna attività abitativa, oppure se la falda è rivolta a nord e quindi soleggiata poco o niente, oppure ancora se certe ombre riportate di edifici adiacenti o di presenze naturali (alberi, montagne, ecc.) impediscono ai raggi solari di giungere pienamente sulla copertura, la soluzione tecnico costruttiva della ventilazione probabilmente è abbastanza superflua; al contrario, in una falda rivolta a sud con una camera da letto nel sottotetto la ventilazione può costituire una interessante alternativa, o un abbinamento a costo energetico zero, a un impianto di condizionamento.

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